Il Rettor Maggiore e il Consiglio Generale
Don Pascual Chavez Villanueva

Don Pascual Chávez Villanueva è stato eletto dal Capitolo Generale 25°,
il giorno 3 aprile 2002; è il nono successore di Don Bosco.
"Il Rettor Maggiore, superiore della Società Salesiana, è il successore
di Don Bosco, il padre e il centro di unità della Famiglia Salesiana".
(Cost. 126)
"Il vostro primo Rettore è morto. Ma il nostro vero Superiore Cristo
Gesù non morrà. Egli sarà sempre nostro Maestro, nostra guida, nostro
modello? Il vostro Rettore è morto, ma ne sarà eletto un altro che avrà
cura di voi e della vostra eterna salvezza. Ascoltatelo, amatelo,
ubbiditelo, pregate per lui, come avete fatto con me". (Testamento
spirituale di don Bosco)
Il Rettor Maggiore è per i Salesiani "Don Bosco vivo" oggi.
Per tutta la Famiglia Salesiana è "centro di unità"; ha una "funzione
animatrice e promotrice, che tesse l'unità e assicura, nella varietà
delle vocazioni specifiche, la fedeltà allo spirito e il coordinamento
delle iniziative"
(Carta di Comunione, 9)
NOTA BIOGRAFICA
Don Chávez è messicano, nato a Real de Catorce (San Luis de Potosì),
zona mineraria nel cuore del nord del Messico, il 20 dicembre del 1947.
Dopo alcuni anni, la famiglia si trasferisce a Saltillo (stato di
Coahuila) dove Pascual frequenta la scuola salesiana “Colegio Mexico”;
qui nasce la sua vocazione e matura l’intenzione di seguire Don Bosco.
Emette la sua prima professione nell’agosto del 1964 a Coacalco e
nell’agosto del 1970 diventa salesiano con voti perpetui a Guadalajara.
Ha ricevuto il ministero diaconale il 10 marzo del 1973 ancora a
Guadalajara, e sempre nella “Perla Tapatia”, capitale ddello stato di
Jalisco, l’8 dicembre del 1973 è ordinato sacerdote. Vive i primi anni
del suo ministero nella comunità dei giovani salesiani in formazione di
Chapalita (Guadalajara). Dal 1975 al 1977 studia a Roma all’Istitituto
Biblico dove ottiene la licenza in Sacra Scrittura.
Il nuovo Rettor Maggiore è stato direttore dell’Istituto Teologico di
San Pedro Tlaquepaque dal 1980 al 1988 dove ha insegnato Sacra
Scrittura. Dal 1986 al 1989 è anche consigliere ispettoriale dell’ispettoria
di Messico-Guadalajara. Dal 1989 al 1994 è ispettore di quella stessa
provincia che comprende tutto il nord del Messico sino ai confini degli
Stati Uniti. Nel 1995 inizia il suo dottorato in Teologia Biblica e
risiede a Madrid-Carabanchel dove vi rimane sino al conseguimento del
titolo ottenuto alla Università Pontificia di Salamanca (Spagna). Nel
1996, durante il CG24, viene raggiunto dalla telefonata del Rettor
Maggiore don Vecchi che gli propone di diventare consigliere regionale
per la regione Interamerica, nonostante non fosse membro di diritto di
quel Capitolo. Accettata la proposta, si trasferisce alla casa
generalizia di Roma dove risiede attualmente.
Oltre che al CG25, don Chávez ha partecipato come capitolare anche al
CG23 del 1990 per il quale ha lavorato come membro della commissione
precapitolare.
La lingua madre del nuovo Rettor Maggiore è lo spagnolo, ma parla
correttamente l’inglese e l’italiano. Comprende anche il tedesco, il
francese e l’ebraico.
Oltre che in possesso di titoli ecclesiastici, don Chávez ha ottenuto il
titolo di insegnamento basilare di discipline scientifiche. L’una e
l’altra formazione lo hanno reso un uomo concretamente spirituale.
É una persona intelligente e mentalmente organizzata, di dialogo, che
affronta i problemi immediatamente senza rimandarli ad altro tempo.
Capace di captare le problematiche e affrontarle alla radice con tenacia
e costanza, coinvolgendo le parti in causa e indirizzandosi alle
soluzioni intraviste. Sa rendersi vicino senza cadere nel paternalismo.
Persona preparata, profonda e pragmatica, ha condotto a termine ogni suo
impegno di studio nei tempi stretti tra un incarico di responsabilità e
l’altro ottenendo i risultati previsti in poco tempo ma non per questo
non brillanti. Di profonda cultura scritturistica, è notevole in lui il
senso delle cose che lo rende uomo pratico e concreto, figlio di quella
sensibilità latino-americana che imposta la sua lettura cristiana della
vita sull’uomo e la sua realtà quotidiana.
L’aggiornamento costante sui fatti della vita e della storia, lo ha reso
particolarmente attento ai segni dei tempi. A riprova di tutto questo,
depone l’entusiasmo che ha messo nel consolidare e rafforzare l’opera
degli oratori di frontiera di Tijuana (Messico) iniziata dal suo
predecessore don Humberto Meneses. Come servizio ai più poveri ed
emarginati. Anche se non ha mai avuto impegni di pastorale diretta con i
giovani, è sempre stato forte in lui il senso salesiano del contatto con
i ragazzi per i quali ha condotto la sua missione di responsabile dell’ispettoria
di Messico-Guadalajara. I giovani con i quali ha lavorato direttamente
sono i salesiani in formazione teologica di Tlaquepaque ai quali ha
trasmesso non solo la sua formazione scritturistica ma anche la sua
passione salesiana per i giovani.
Come Consigliere regionale ha animato una regione comprendente 14
ispettorie, fortemente variegata per cultura, tradizioni, tenore di
vita, vissuto religioso e salesiano. La regione infatti raccoglie
nazioni del Nord e del Centro America, dei Caraibi e le nazioni della
zona andina del Sud America (Colombia, Venezuela, Ecuador, Perù e
Bolivia). L’animazione che ha condotto ha comunque centrato gli
obiettivi prefissati riuscendo ad amalgamare tali molteplicità e a
visitare tutte le ispettorie almeno una volta l’anno nei sei anni in cui
ha mantenuto l’incarico.

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