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Qualcuno sta facendo qualche cosa
“Peacekeeping”: un termine entrato in uso da qualche tempo traducibile alla lettera “di mantenimento della pace”.
Come definito dalle Nazioni Unite, è "un modo per aiutare i paesi lacerati dai conflitti a creare le condizioni per una pace sostenibile".
Le forze di pace hanno il compito di monitorare e osservare processi di pace nella fase di post-aree di conflitto e di assistere gli ex combattenti per l'attuazione degli accordi di pace che possa essere stata firmata.
Tale assistenza si presenta in molte forme, tra cui misure di fiducia, accordi di condivisione, sostegno elettorale, rafforzamento dello Stato di diritto, e lo sviluppo economico e sociale.
Di conseguenza le forze di pace della NATO, in collaborazione con l’ONU, operano in molti luoghi di crisi.
In questo contesto si inserisce la presenza degli Alpini del III Reggimento Alpini con sede a Pinerolo, impegnati da diversi mesi in una delle zone “calde” del mondo, l’Afghanistan, in operazioni di ricostruzione di ponti, strade, scuole, e nella distribuzione di aiuti di generi di prima necessità.
I militari sono l’unico modo per fare arrivare materiale in posti impensati e soprattutto inarrivabili da organizzazioni civili.
Complice la conoscenza e la stima reciproca, dovuta all’aver condiviso un pezzo di strada insieme (Don Enrico è stato cappellano militare del 3° Rgt. Alpini per qualche anno), gli Alpini di Pinerolo hanno chiesto una mano al Valentino per poter proseguire questa loro missione.
Nel mese di ottobre torneranno in quella terra martoriata dalla guerra, che faticosamente cerca di sollevare la testa, e porteranno come sempre tutto l’aiuto possibile.
Allora… aiutiamoli ad aiutare! E proseguiamo così il nostro cammino di Oratorio sulla strada della condivisione e della solidarietà, che già da qualche anno ci impegna a “guardare più in là”, oltre i confini del nostro oratorio, della nostra città, verso le povertà più diverse del mondo.
Proviamo anche noi a far volare qualche aquilone in più? 
Noi cosa possiamo fare
Possiamo aiutare “dando do più a chi ha avuto di meno”, raccogliendo il materiale sottoelencato e portandolo in oratorio. L’importante è che il materiale sia in buono stato, anche se usato. Materiale praticamente inutilizzabile non li aiuterebbe per niente, non sono una discarica! Il tutto, debitamente suddiviso e impacchettato (anche questo sarà un lavoro da fare) sarà poi portato in Afganistan dai militari.
Elenco materiale
- materiale sanitario per ospedali e cliniche con istruzioni e possibilmente di 20 anni fa dal punto di vista tecnologico.
- scarpe di tutti i tipi, specialmente quelle pesanti per l'inverno.
- computers per le scuole, con software e testati relativamente al funzionamento.
- materiali per le scuole: oltre che penne, quaderni, ecc.
- indumenti:
giacche pesanti per l'inverno o giacche impermeabili
guanti
calzini in lana
scarpe invernali o scarpe ginniche (che servono sempre e
servono anche per i traumatizzati da mina)
coperte
(In genere tutto cio' che puo' scaldare la persona durante
l'inverno che quest'anno si preannuncia lungo e rigido)
- proiettori, cose simili.
- materiale agricolo. tipo motozzappe, non complicate tecnologicamente perche' altrimenti gli mancano poi i pezzi di ricambio. Hanno l'abilita' manuale ma manca l'importazione.
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giacche pesanti per l'inverno o giacche impermeabili
guanti
calzini in lana
scarpe invernali o scarpe ginniche (che servono sempre e servono anche per i traumatizzati da mina)
coperte (In genere tutto cio' che puo' scaldare la persona durante l'inverno che quest'anno si preannuncia lungo e rigido)