Salesiani Cooperatori: i laici nel cuore di don Bosco

Il gruppo di Salesiani Cooperatori del Valentino si arricchirà di ben 11 nuovi associati, che in occasione della festa di San Giovanni Bosco domenica 29 gennaio nel corso della celebrazione delle 10 faranno la loro promessa davanti al Signore e alla Comunità. Il gruppo raggiunge così i 30 componenti, confluiti nel gruppo nato nel 1989 in tempi successivi. Per l’occasione anche i Salesiani Cooperatori “veterani” rinnoveranno la loro promessa di vivere testimoniando la propria fede cristiana con lo stile di Don Bosco a servizio soprattutto dei ragazzi e dei giovani”

Un po di storia

Fin dall'inizio della sua opera don Bosco pensò di associare laici e religiosi per la missione giovanile.
La loro «storia» risale dunque albori dell'opera agli salesiana, dal 1841, quando don Bosco, giovane prete, incominciò a raccogliere i ragazzi poveri. Egli, infatti, mirava a fondare un' unica società raggruppando insieme tutti coloro che ne avessero condiviso i progetti, distinguendoli in membri esterni (laici che vivono nel mondo) e membri interni (i religiosi consacrati che vivono nelle comunità). Non gli fu permesso dalle autorità romane e, dopo non pochi tentativi per realizzare il progetto iniziale, fondò i due rami distinti: i Salesiani consacrati (1859) e l'Associazione dei Salesiani Cooperatori cui don Bosco diede (1876) uno specifico Regolamento dal titolo già di per sé assai significativo: Salesiani Cooperatori, ossia un modo pratico per giovare al buon costume e alla civile società.
La prima e più insigne cooperatrice è certamente Mamma Margherita: dal 1846 fino alla morte (1856).
Come si legge nelle costituzioni e nel Regolamento di vita “L’Associazione dei Salesiani Cooperatori è uno dei gruppi della Famiglia salesiana. Insieme con la Società di San Francesco di Sales, l’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice e altri gruppi ufficialmente riconosciuti, è portatore della comune vocazione salesiana, corresponsabile della vitalità del progetto di don Bosco nella Chiesa e nel mondo. I Salesiani Cooperatori vivono la loro fede nella propria realtà secolare. Ispirandosi al progetto apostolico di don Bosco, s’impegnano nella stessa missione giovanile e popolare, in forma fraterna e associata. Operano per il bene della Chiesa e della società, in modo adatto alla loro condizione e alle proprie concrete possibilità. Impegnarsi come Salesiani Cooperatori è rispondere alla vocazione salesiana, assumendo un modo specifico di vivere il Vangelo e di partecipare alla missione della Chiesa. I Salesiani Cooperatori realizzano il loro apostolato in primo luogo attraverso gli impegni quotidiani. Per questo s’impegnano ad attuare, nelle ordinarie condizioni di vita, l’ideale evangelico dell’amore a Dio e al prossimo, portando ovunque un’attenzione privilegiata ai giovani, promuovendo e sostenendo la famiglia, attuando la Dottrina sociale e sostenendo l’attività missionaria della Chiesa”.

IL GRUPPO DI CASALE

Il primo gruppo di giovani che fece la promessa proprio al Valentino risale al 1989: con due successive promesse (1992 e 1994) il gruppo arrivò a contare quindici componenti. A loro si sono aggiunti nel gennaio 2010 altri sei giovani e adulti (tra cui una coppia di fidanzati). Come sempre la promessa si è svolta nell’ambito della celebrazione eucaristica domenicale: un atto comunitario, proprio a testimonianza dell’impegno “pubblico” che gli aspiranti assumono nei confronti prima di tutto della propria comunità (dove peraltro tutti svolgono già da tempo volontariato tra i ragazzi e i giovani) e poi nella società e nel contesto dove vivono quotidianamente.

Per riflettere insieme…

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