Un po di storia
Fin dall'inizio della sua opera don Bosco pensò di associare laici e religiosi per la missione giovanile.
La loro «storia» risale dunque albori dell'opera agli salesiana, dal 1841, quando don Bosco, giovane prete, incominciò a raccogliere i ragazzi poveri. Egli, infatti, mirava a fondare un' unica società raggruppando insieme tutti coloro che ne avessero condiviso i progetti, distinguendoli in membri esterni (laici che vivono nel mondo) e membri interni (i religiosi consacrati che vivono nelle comunità). Non gli fu permesso dalle autorità romane e, dopo non pochi tentativi per realizzare il progetto iniziale, fondò i due rami distinti: i Salesiani consacrati (1859) e l'Associazione dei Salesiani Cooperatori cui don Bosco diede (1876) uno specifico Regolamento dal titolo già di per sé assai significativo: Salesiani Cooperatori, ossia un modo pratico per giovare al buon costume e alla civile società.
La prima e più insigne cooperatrice è certamente Mamma Margherita: dal 1846 fino alla morte (1856).
Come si legge nelle costituzioni e nel Regolamento di vita “L’Associazione dei Salesiani Cooperatori è uno dei gruppi della Famiglia salesiana. Insieme con la Società di San Francesco di Sales, l’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice e altri gruppi ufficialmente riconosciuti, è portatore della comune vocazione salesiana, corresponsabile della vitalità del progetto di don Bosco nella Chiesa e nel mondo. I Salesiani Cooperatori vivono la loro fede nella propria realtà secolare. Ispirandosi al progetto apostolico di don Bosco, s’impegnano nella stessa missione giovanile e popolare, in forma fraterna e associata. Operano per il bene della Chiesa e della società, in modo adatto alla loro condizione e alle proprie concrete possibilità. Impegnarsi come Salesiani Cooperatori è rispondere alla vocazione salesiana, assumendo un modo specifico di vivere il Vangelo e di partecipare alla missione della Chiesa. I Salesiani Cooperatori realizzano il loro apostolato in primo luogo attraverso gli impegni quotidiani. Per questo s’impegnano ad attuare, nelle ordinarie condizioni di vita, l’ideale evangelico dell’amore a Dio e al prossimo, portando ovunque un’attenzione privilegiata ai giovani, promuovendo e sostenendo la famiglia, attuando la Dottrina sociale e sostenendo l’attività missionaria della Chiesa”.